WonderCon18: Tamara Deverell parla delle modifiche ai set di Discovery nella seconda stagione |   TG Trek  

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sabato 7 aprile 2018

WonderCon18: Tamara Deverell parla delle modifiche ai set di Discovery nella seconda stagione

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Dopo aver lavorato per quattro stagioni alla serie The Strain, la designer di produzione Tamara Deverell si è unita alla squadra di Star Trek: Discovery più o meno a metà della prima stagione. A lei è toccato il compito di mostrare nella serie i nuovi, strani mondi del pianeta Pahvo e dell'Universo dello Specchio.

Terminato il suo intervento alla conferenza su Discovery tenutasi al WonderCon, la designer ha dedicato qualche minuto a rispondere alle domande dei giornalisti presenti, che le hanno chiesto di raccontare qualche episodio dal dietro le quinte e soprattutto di spiegare quali sono i piani per la seconda stagione.


Cambiamenti in Ingegneria


Vedremo la sala ingegneria principale nella seconda stagione?

Può darsi. Abbiamo già ampliato alcune zone della nave e abbiamo aggiunto un corridoio che adesso possiamo montare in loop grazie ad un trucco meccanico; l'idea mi attira un sacco. Abbiamo disegnato cose più in grande e aggiunto degli spazi. C'è un nuovo ingresso alla sala mensa ed uno all'infermeria. Il problema col laboratorio di Stamets è che è poco illuminato in certe parti ed i nostri direttori della fotografia e gli operatori se ne sono un po' lamentati. Dall'altra parte arriva un sacco di luce dalla camera di reazione delle spore. Quindi, faremo qualche cambiamento in quella zona e sono un po' emozionata.


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Il pianeta Pahvo


Quanta libertà creativa ha? Per esempio, quando siete andati su Pahvo sono stati gli autori a dirle esattamente come doveva apparire o è stata lei a mostrarlo a loro?

E' stato buffo perché il network ci ha chiamati e ci ha detto: "Dobbiamo andare su un pianeta e ci dobbiamo andare ora. Vogliamo sbarcare dalla nave e andare da qualche parte." Allora gli autori ci hanno chiamato e fanno: "Dobbiamo andare su questo pianeta, ci hanno dato questi parametri e vogliono che gli mostriamo qualcosa... in dieci minuti." Storia vera. Allora ci siamo allontanati per dieci minuti ed io pensavo: "Ah, ah, ah…facciamo una tenda?" No, una tenda è troppo poco. Facciamo una tenda composta da una membrana organica. E deve avere una struttura matematica. Così abbiamo disegnato queste membrane, con queste strutture a pinna che si ripetono su un modello matematico. E' stata una mia idea e loro hanno aderito in toto!

Alla fine c'è questo pianeta i cui abitanti costruiscono queste strutture. Avevamo pensato di scritturare dei ballerini per rappresentare i Pahvani, ma dovevamo intervenire con gli effetti speciali. Abbiamo provato con dei costumi ma cercavamo un effetto più "etereo" e non siamo più ai giorni della TOS dove bastava mettere un tizio dentro un costume strano. Bisogna coinvolgere il pubblico con qualcosa di veramente emozionante. Così è stato deciso di rappresentare i Pahvani come esseri amorfi. Speravo di farne altri perché è stato divertente.


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Inserirsi nella Serie Originale


Cosa può dirci delle difficoltà nel disegnare delle tecnologie che si incastrino fra Enterprise e la TOS?

E' impossibile. Quando ho iniziato ho pensato: "Wow, questa non è la TOS." Non si potrà mai tornare alla TOS. Quelli erano set affascinanti e adorabili, fatti con cartone e nastro adesivo. Si capisce anche solo guardandoli. Come quando sono andati nell'Universo dello Specchio: hanno letteralmente appiccicato il logo dell'Impero Terrestre - che abbiamo usato come base per il nostro - lo hanno appiccicato su qualche parete e per loro era a posto così: ecco l'Universo dello Specchio. Noi abbiamo a portata di mano tutta questa tecnologia per costruire, inclusa la stampa 3D, e le aspettative che ha oggi l'appassionato di fantascienza impongono che tutto sia disegnato e realizzato ad arte. Abbiamo dovuto fare questo passo sperando che la gente ci segua in questo viaggio. Si, ci troviamo prima di TOS, ma no, non vi offriremo di nuovo la TOS cinquant'anni dopo.


In una conferenza dell'anno scorso è stato detto che i colori della serie potrebbero evolversi in qualcosa di più simile a quelli della TOS, rispetto ai toni più scuri. Vedremo questa evoluzione nella seconda stagione?

Oh ragazzi, volete proprio sapere tutto! Immagino dipenderà da cosa costruiremo! Ma siamo andati molto sul dark con l'Universo dello Specchio e qualcosa è rimasto. Abbiamo inserito elementi scuri e luccicanti sul set e alcuni li abbiamo mantenuti perché c'è stato come uno spostamento quando la Discovery è arrivata nell'Universo dello Specchio e volevamo che si avvertisse questa oscurità. Adesso è come una ferita sul mondo di Star Trek: Discovery ed è qualcosa, una memoria, che è rimasta e voglio che resti ancora sul set.

E' una serie più cupa in generale rispetto alle altre serie di Star Trek. In parte lo si deve alla tecnologia ed al fatto che illuminiamo i set con le luci al LED, che li fanno sembrare più scuri. Ed in parte è perché è ciò che si aspetta la gente. Non è tutto dark, ma la gente si aspetta elementi più cupi.


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Le sfide di Discovery


Quali sono state le sfide più difficili per lei nella prima stagione?

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Be', io ho cominciato attorno al sesto episodio quindi ci stavo ancora prendendo la mano. Il motivo per cui ho deciso di lavorare alla serie, è che ho visto i set e sono impazzita. All'inizio pensavo: "Star Trek, fantascienza, hm, non lo so." Mi piace disegnare cose in grande ma solo mentre visitavo i set col mio predecessore ho pensato: "OK, devo fare parte di questa cosa!" e BLAM ci sono entrata. Erano abituati a dover velocizzare i processi di costruzione, io sono arrivata e la prima cosa che ho dovuto fare è stata la nave dell'Imperatore Terrestre (che è gigantesca) ed i relativi set. Quando inizi a lavorare ad una serie hai mesi a disposizione per costruire e noi avevamo le scadenze di una serie episodica. Perciò ho dovuto pensare in fretta a come costruire qualcosa di grande ma che si potesse realizzare entro i tempi a nostra disposizione. Naturalmente il trucco è stato contare anche su un po' di effetti speciali ed estensioni dei set. Quella è stata la sfida più grande. Gli ho detto: "Ragazzi, guardate che non ho mai fatto una cosa del genere prima d'ora!" ma per fortuna nel nostro staff a Los Angeles e in Canada ci sono dei disegnatori di astronavi bravissimi. E' stata una sfida eccitante.

Quando abbiamo ideato la nave, ho suggerito che come fonte d'energia sfruttasse una piccola stella e gli autori hanno esclamato: "Oh, che forte! Facciamo che è una stella di micelio!" e così hanno inserito questo aspetto della storia nella trama dell'episodio. E' molto emozionante per un designer di produzione aver creato qualcosa che ha effettivamente influenzato la storia; di solito succede il contrario.

E poi ho dovuto anche studiare il canon; frequentare la Star Trek University. C'è un sacco di roba. Sono cresciuta con TOS, è la serie della mia generazione. Quindi ho dovuto rivedere un bel po' di cose. Ci sono risorse incredibili che si possono consultare oggi, come siti realizzati dai fan in cui con un click ottieni le informazioni che ti servono, tipo sulla Sezione 31. Non ce n'è molte sulla Sezione 31. Sono molto segrete.


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Glenn [Hetrick, truccatore] ha detto che le telecamere in HD rendono il suo lavoro un po' più difficile, perché le immagini sono così dettagliate che quasi possono svelare tutti i suoi assi nella manica e i trucchi utilizzati. L'HD è un problema anche nel suo settore?

Già, la percezione delle cose cambia. Per esempio, prendi un colore per un set e pensi: "Oh mio dio, ma questo apparirà più sul verde o più sul blu?" Non abbiamo il tempo, in una serie episodica, di fare delle prove come si farebbero per un film. Ma sperimentando riusciamo a capire cosa aspettarci. Quindi, tutti i colori principali della nave sono stati prima testati in HD. Si fa così. Poi il direttore della fotografia può decidere che una scena deve andare più sul blu o più sul dorato. E' successo nell'episodio 11: hanno deciso di mostrare la luce del sole di Harlak attraverso le finestre e tutto il set è diventato color ambra. Non me l'aspettavo e mi ha colta di sorpresa però, una volta vista la scena sullo schermo, è bellissima. Lavoriamo velocemente, non possiamo farci niente.


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A termine dell'intervista, quando le è stato chiesto di parlare un po' del design della navi di classe Constitution, Deverell s'è limitata a sorridere e rispondere in modo evasivo:

Vuoi mica sapere se stiamo costruendo l'Enterprise? [ride]


Fonte: Trekmovie, TrekCore




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